punto croce e superfici
FIBER ART AND... GALLERIA D'ARTE
di Gabriella Anedi de Simone
Comune di Gressoney-Saint-Jean
PUNTO CROCE E SUPERFICI
Variazioni del punto croce tra bottega e sperimentazione artistica
7-13 agosto 2009 - Villa Deslex
Gressoney-Saint-Jean (AO)
Opere in mostra di
MARIO COSTANTINI
DANIELE DE GIORGIS con CORA RUSSO e JEAN-CLAUDE OBERTO
PAOLA DELLA PERGOLA
DINO DE SIMONE
MARCO SARZI-SARTORI e DANIELA ARNOLDI
MARIALUISA SPONGA
ricamatrici di Gressoney-Saint-Jean
DANIELA AVANZI
MILENA CLEMENTE
MERCEDES DAVID
SILVIA PERALDO
BARBARA RIAL
GABRIELLA THEDY
in occasione dell'inaugurazione
reading di Jean-Claude Oberto con Daniele De Giorgis
www.fiberartand.it
Dell'importanza di chiamarsi Norberto
Omaggio a Norberto Bobbio
Dell'importanza di chiamarsi Norberto
regia e adattamento drammaturgico di Gian Luca Rossi
con Virgilio Biei, Alessio Esposito,
Gian Luca Rossi, Jean-Claude Oberto
musiche di Beppe Barbera (piano)
e Morena Avenoso (voce)
coordinamento di Margherita Sergi
Domenica 2 agosto 2009
21h30, Espace Montagne, Valtournenche (Ao)
AFTER FESTIVAL
XII CERVINOCINEMOUNTAIN
Festival internazionale del cinema di montagna
Breuil-Cervinia e Valtournenche
dal 24 luglio al 2 agosto 2009
www.cervinocinemountain.it
Archivi d'Anima, 2002
Archivi d'anima, raccolta di frammenti poetici
in TRAversiNE
Daniele De Giorgis + Jean-Claude Oberto
a cura di Maria Teresa Roberto
Torre del Lebbroso, Aosta, 2002
Cabinet Aux Merveilles
progetto espositivo Antonella Crippa
Regione Autonoma Valle d'Aosta
Assessorato dell'Istruzione e della Cultura
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referti poetici, 2005
referti poetici
per CHROMOSOMA di Enrico Tommaso De Paris
progetto nell'ambito della 51^Biennale di Venezia
Spazio Thetis, Venezia, 2005
per CHROMOSOMA di Enrico Tommaso De Paris
progetto nell'ambito della 51^Biennale di Venezia
Spazio Thetis, Venezia, 2005
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N 45° 4' 32" E 7° 41' 12''
Reading di Jean-Claude Oberto e Virgilio Biei
in occasione della proiezione di
N 45° 4' 32" E 7° 41' 12''
di Luca Bich, Enrico Tommaso De Paris
e Jean-Claude Oberto
filmontagna 2006
rassegna itinerante
di cinema di montagna
Forte di Bard (AO), 2006
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mon âme - mon crâne, 2007
>vis-à-vis<
bric-à-brac
cas limites
de-ci/de-là
. . .
faute de mieux
la routine
. . .
dalla raccolta >mon âme - mon crâne<
per INSIDE, progetto di Enrico Tommaso De Paris
ATOMIUM, Bruxelles, 2007
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a ritroso
t_e_x_t_u_s
daniele de giorgis jean-claude oberto

TEXTUS
Daniele De Giorgis e Jean-Claude Oberto
Hôtel des ÉtatsP.zza Chanoux - Aosta
27 Marzo 2009 - 5 Luglio 2009
martedì - domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30
lunedì chiuso
Ingresso gratuito
L'Assessore all'Istruzione e Cultura, Laurent Viérin, ha inaugurato giovedì 26 marzo 2009, alle ore 18.00, presso la sala espositiva Hôtel des Etats ad Aosta, l'esposizione Textus degli artisti valdostani Daniele De Giorgis e Jean-Claude Oberto.
L’iniziativa è il frutto della collaborazione tra i due artisti, che hanno lavorato insieme nel 2002 alla mostra Traversine, presentata alla Torre del Lebbroso di Aosta, e continuano a confrontarsi su temi artistici. Con questa esposizione i due autori propongono al pubblico una riflessione sul significato della parola “textus”, che può indicare sia il manufatto tessile sia il testo scritto. Essi presentano una serie di manufatti tessili in juta, utilizzati in ambito agricolo per raccogliere il fieno, rielaborandoli con il ricamo di brani poetici composti espressamente da Jean-Claude Oberto. L’esposizione è completata da un video artistico, che propone immagini riguardanti la gestualità del ricamo.
“Attraverso questa iniziativa - sottolinea l’Assessore Laurent Viérin - l’Assessorato intende proseguire nell’attività di valorizzazione degli artisti contemporanei che vivono e operano nella nostra regione. Sono particolarmente lieto, inoltre, di constatare che partendo da oggetti semplici, di uso comune in ambito agricolo, si sia ottenuto un risultato di grande modernità, a dimostrazione che, anche in campo artistico, è possibile raggiungere un’armonica convivenza tra tradizione ed innovazione”.
La rassegna, realizzata dal Servizio attività espositive dell’Assessorato Istruzione e Cultura, è curata dalla critica d’arte contemporanea Maria Teresa Roberto, ed è accompagnata da un catalogo bilingue edito da Musumeci, in vendita al prezzo di Euro 12,00.
All’inaugurazione De Giorgis e Oberto hanno tenuto un reading di poesia integrato alla performance musicale di Salvatore Livecchi e Federico Puppi, musicisti che hanno realizzato anche la sonorizzazione della mostra.
L’iniziativa è il frutto della collaborazione tra i due artisti, che hanno lavorato insieme nel 2002 alla mostra Traversine, presentata alla Torre del Lebbroso di Aosta, e continuano a confrontarsi su temi artistici. Con questa esposizione i due autori propongono al pubblico una riflessione sul significato della parola “textus”, che può indicare sia il manufatto tessile sia il testo scritto. Essi presentano una serie di manufatti tessili in juta, utilizzati in ambito agricolo per raccogliere il fieno, rielaborandoli con il ricamo di brani poetici composti espressamente da Jean-Claude Oberto. L’esposizione è completata da un video artistico, che propone immagini riguardanti la gestualità del ricamo.
“Attraverso questa iniziativa - sottolinea l’Assessore Laurent Viérin - l’Assessorato intende proseguire nell’attività di valorizzazione degli artisti contemporanei che vivono e operano nella nostra regione. Sono particolarmente lieto, inoltre, di constatare che partendo da oggetti semplici, di uso comune in ambito agricolo, si sia ottenuto un risultato di grande modernità, a dimostrazione che, anche in campo artistico, è possibile raggiungere un’armonica convivenza tra tradizione ed innovazione”.
La rassegna, realizzata dal Servizio attività espositive dell’Assessorato Istruzione e Cultura, è curata dalla critica d’arte contemporanea Maria Teresa Roberto, ed è accompagnata da un catalogo bilingue edito da Musumeci, in vendita al prezzo di Euro 12,00.
All’inaugurazione De Giorgis e Oberto hanno tenuto un reading di poesia integrato alla performance musicale di Salvatore Livecchi e Federico Puppi, musicisti che hanno realizzato anche la sonorizzazione della mostra.

punk*haiku
HO SCORTO
-secreto-
l'AFFANNO: lo scarto
. . .
gotico ed alogeno-
lampioni
. . .
m'illudo evaso
e invano
alludo al sodo
. . .
cantavo lividi
lenivo antipodi
un bel gioco
* dura poco
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Frammenti
Il poeta è un insetto
(...)
il poeta è un insetto -
la poesia un esoscheletro
(...)
ma il tempo è rettile
e le situazioni squamano
(...)
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Frammenti
DICHIARAZIONE DI PSEUDOPOETICA
E' ormai da qualche anno che mi adopero nel tentativo di praticare svariate forme di scrittura poetica eterodossa, le cui finalità più esplicite si risolvono nello stigmatizzare le potenzialità ludiche ed estetiche della parola in quanto significante.
Nelle ricognizioni che cerco di mettere in atto negli spazi nebulosi del verso mi riservo spesso di accordare al significante un primato sul significato: questo nella convinzione che proprio nell'articolazione di fonemi e grafemi - al di là del prodotto semantico delle loro combinazioni - risieda la possibilità di investire le strutture profonde del linguaggio.
Nelle ricognizioni che cerco di mettere in atto negli spazi nebulosi del verso mi riservo spesso di accordare al significante un primato sul significato: questo nella convinzione che proprio nell'articolazione di fonemi e grafemi - al di là del prodotto semantico delle loro combinazioni - risieda la possibilità di investire le strutture profonde del linguaggio.
In tal senso ho contratto un debito, forse inestinguibile, con alcune esperienze storiche quali la poesia metalogica, la poesia concreta e la poesia visiva.
A prescindere però dalle ascendenze culturali, ritengo che il coefficiente di contemporaneità di chi voglia tracciare oggi un percorso di ricerca poetica sia da reperire nella precisa consapevolezza della progressiva scomparsa della poesia come forma di espressione estetica autonoma.
Vorrei, altrimenti detto, che la registrazione della latitanza del cosiddetto "lettore di poesia" si accompagnasse alla deduzione dell'inattualità di una poesia che si pretenda autoreferenziale, quando sarebbe invece auspicabile, da parte di chi sceglie di scrivere poesia, un atteggiamento del tutto volto al confronto con altri linguaggi e moduli espressivi.
Tale prospettiva si dovrebbe intendere come strategia funzionale a proiettare il verso al di fuori dei limiti imposti dalla stampa su supporto cartaceo - la "Galassia Gutemberg" - che tuttavia rappresenta ancora, in tempi di archiviazione digitale globale, uno strumento di documentazione non trascurabile.
Tuttavia, lungi dal relegare la poesia ad una rassegnata posizione di subordine, si tratterebbe infine di cogliere in un ampio spettro di discipline (dall'installazione artistica all'elaborazione grafica, dalla composizione musicale alla performance parateatrale) sostegni necessari alla dilatazione e al potenziamento di quei valori fonosimbolici la cui produzione si rivela essere - a conti fatti - proprio di pertinenza specifica di quel linguaggio che vogliamo ostinatamente continuare a chiamare "poesia".
Jean-Claude Oberto
A prescindere però dalle ascendenze culturali, ritengo che il coefficiente di contemporaneità di chi voglia tracciare oggi un percorso di ricerca poetica sia da reperire nella precisa consapevolezza della progressiva scomparsa della poesia come forma di espressione estetica autonoma.
Vorrei, altrimenti detto, che la registrazione della latitanza del cosiddetto "lettore di poesia" si accompagnasse alla deduzione dell'inattualità di una poesia che si pretenda autoreferenziale, quando sarebbe invece auspicabile, da parte di chi sceglie di scrivere poesia, un atteggiamento del tutto volto al confronto con altri linguaggi e moduli espressivi.
Tale prospettiva si dovrebbe intendere come strategia funzionale a proiettare il verso al di fuori dei limiti imposti dalla stampa su supporto cartaceo - la "Galassia Gutemberg" - che tuttavia rappresenta ancora, in tempi di archiviazione digitale globale, uno strumento di documentazione non trascurabile.
Tuttavia, lungi dal relegare la poesia ad una rassegnata posizione di subordine, si tratterebbe infine di cogliere in un ampio spettro di discipline (dall'installazione artistica all'elaborazione grafica, dalla composizione musicale alla performance parateatrale) sostegni necessari alla dilatazione e al potenziamento di quei valori fonosimbolici la cui produzione si rivela essere - a conti fatti - proprio di pertinenza specifica di quel linguaggio che vogliamo ostinatamente continuare a chiamare "poesia".
Jean-Claude Oberto
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